sabato 7 aprile 2012

Shock Politik - Ladroni.





Mi scuso in anticipo per aver fatto ricorso ad un termine così tristemente abusato negli ultimi anni.
Nello specifico, siamo stati soliti sentirlo declinare nella sua forma femminile e singolare, spesso associato ad una Città che trabocca di arte e vive di una storia silente, ma enorme, incrostata in ogni suo muro.

Roma Ladrona”: siam stati costretti a sopportare lo sprezzante vilipendio al simbolo più antico, eppur presente, dell’Unità Nazionale, mai minacciata così seriamente quanto negli ultimi anni.
Abbiamo dovuto accettare offese xenofobe e accuse razziste. Ci han predicato la morale da ogni pulpito, purchè non fosse al dì sotto del Po’. E purchè non fosse la LORO morale!
E hanno acuito una spaccatura che di reale non ha nulla. Se non la follia di pochi esagitati che piuttosto di ben governare il Paese, hanno preferito nascondersi dietro slogan di dubbio gusto.

L’Italia è migliore dell’immagine logora che oggi mostra.
Gli italiani sono migliori di quei volti spenti ed impolveriti (il mio, in primis) che ci sembra d’incontrare in ogni angolo.
Basta spazzarla via, quella polvere!
Venti, trenta anni di polvere e macerie sotto cui ci siamo ancora noi.
Prima di parlare d’altro  -di contraddizioni e magagne. Errori e storture. Ma anche gioia e bellezze! - preferisco parlare di questo, fuor d’ogni retorica.

Siamo un Paese splendido, se solo avessimo occhi per scrutarci.
Orecchie per sentirci.
E coscienza per "PENSARCI".


Ci avete rubato tutto, Ladroni. Della politica, del giornalismo, della tv.
Tutto, ma non la dignità.
Tutto, ma non la parola.

Tutto, ma non la patente d’italianità. E’ ora di rinnovarla, no?

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