lunedì 9 aprile 2012

Lunedì Bar Sport - La Lega dei cialtroni

A 31 giornate dall'inizio del campionato di Serie A, il più povero tecnicamente da almeno un ventennio, posso con grande orgoglio ed un pizzico d'emozione inaugurare il mio piccolo cantuccio dedicato allo sport nazionale più famoso (e discusso) del BelPaese.





Senza sbilanciarmi ancora sulla mia fede calcistica -aspetto che la scopriate e v'anticipo che non è né nelle posizioni di testa né tantomeno in quelle di coda- non poteva esserci esordio più turbolento e succoso:
la classifica si muove nelle zone basse e trema ad altezza-Europa, ma in primo piano non può che esserci il ribaltone al vertice.

Se fino a 7 giorni fa, il Milan di Allegri poteva vantare ben 4 punti di vantaggio sulla concorrenza, sono bastate 2 avversarie abbastanza motivate e discretamente in palla per approfittare della stanchezza post-eliminazione in Champions (che meriterà approfondimento a parte) della truppa rossonera:
Catania e Fiorentina mettono a nudo un'organizzazione tattica priva di spunti ed inefficace quando la vena di Ibrahimovic si spegne.




Una buona disciplina difensiva non basta ai milanesi: il centrocampo manca atavicamente di geometrie ed in attacco i partners dello svedese latitano.
A mio modesto parere, la squadra del -fortunatamente!- ex premier non merita la prima piazza: idee confuse, troppi uomini, di cui pochi decisivi e carattere d'argilla.
Un disastro!
Le uniche toppe ad una debolezza intrinseca (che in un campionato decadente come il nostro significa comunque piazzamento assicurato) sono nascoste da pochi colpi di genio e troppe sviste arbitrali (non ultimo, il rigore generosissimo concesso a Maxi Lopez), sempre indirizzanti i matches più difficili: lo score rigori a favore/contro è imbarazzante e le sanzioni disciplinari per un centrocampo di fabbro-medianacci sono sempre minime.
Tale coltre mediatico-arbitrale non sembra, però, essere sufficiente ad arginare una Juventus nuovamente in grande spolvero, dopo 2 mesi in cui aveva rifiatato (complici gli impegni infrasettimanali a cui la squadra di Torino non era abituata): corre al doppio della velocità degli avversari e mette in campo una determinazione selvaggia, primordiale.
Anche qui, di geometrie se ne vedono poche, ma con un ottimo dispensatore di palloni come Pirlo e tanta abnegazione le occasioni da rete fioccano e se avesse un parco attaccanti migliore, avrebbe faticato indubbiamente meno per tenere il passo dei rossoneri.
La difesa è blindata, non tanto per capacità dei singoli, ma per l'ammirevole capacità di pressare alto e soffocante e l'ammirevole riduzione della distanza tra i reparti.
Non ha una rosa da ricordare e certamente non crea calcio innovativo, ma è indubbiamente la realtà più convincente di questa stagione.
Per valori fin qui visti, non esiterei a scommettere sui bianconeri, ma il Milan ha -come detto- alleati validi per resistere in questo rush finale e sferrare l'affondo decisivo nelle ultime giornate.

La corsa al terzo posto, se possibile, è ancor più drammatico ed appassionante, ma più passano le giornate, altrettanto si rafforza l'impressione che nessuna delle contendenti stia mostrando i requisiti minimo per ottenerlo.
L'allungo della Lazio sembrerebbe in controtendenza con il livellamento delle ultime giornate, ma il calendario non agevole dei biancocelesti e la spada di Damocle di un'eventuale penalizzazione pesano sulle percentuali realistiche di conseguirlo.
Mentre l'Udinese resiste puntando sui nervi, un pizzico di fortuna e poc'altro, il Napoli affonda proprio contro una diretta concorrente e nonostante possegga la rosa più competitiva, denota spaventosi cali di concentrazioni.
Cali di concentrazione che affossano inesorabilmente il progetto ambizioso, ma azzardato, della Roma americana di Luis Enrique.
In ultimo, l'Inter di Stramaccioni fa l'ennesimo passo indietro e getta alle ortiche una preziosa occasione: il calendario permette di credere al miracolo, ma ormai le speranze ridotte al lumicino esigono almeno 19 punti.

La lotta salvezza alza l'asticella!
Le vittorie di Fiorentina e Lecce incutono timore a Parma e Genoa, attualmente la squadra più allo sbando.
Ma sono le indagini in corso a Bari per il calcioscommesse a far calare vertiginosamente le quotazioni dei giallorossi:
se sarà penalizzazione, dovranno alzare bandiera bianca.

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