sabato 14 aprile 2012

Nè Fisica Nè Chimica: Solo Idiozia (e censura) di Libero

E' da settimane che gli internauti più attenti alle vicende del piccolo schermo avranno notato un certo subbuglio intorno alla serie televisiva spagnola, prodotta da Antenna3, Fisica o Quimica, logicamente tradotta in Fisica o Chimica.
Riassiumiamo brevemente i fatti:
in Spagna, nel 2008 il teen-drama esordisce -in prima serata!-  ed è subito un successo clamoroso, tanto inaspettato, di ascolti, ancor più significativo se consideriamo che l'emittente su cui va in onda è relativamente secondario.
Con una media del 20%, ottiene anticipatamente il rinnovo e nel giro di 3 anni verranno partorite altre 6 stagioni, per una longevità non indifferente di oltre 70 puntate.
Pur se spaccando la critica, fa parlare di sè e trionfa agli Oscar della Televisione iberica.




Così, l'anno scorso, il lungimirante direttore di Rai4 (una rete free del bouquet digitale, che eccelle per programmazione d'avanguardia e ben ponderata), Carlo Freccero, decide di importarla nel BelPaese.
E' doveroso aprire, ora, una parentesi. Freccero è tra i più stimati direttori del settore e il suo curriculum è lì a dimostrarlo: ha curato i palinsesti di Canale 5 ed Italia 1 negli anni della loro esplosione (a cavallo tra gli '80 ed i '90), quando il Biscione proponeva ancora una programmazione di indubbio valore, scevra delle castronerie che oggigiorno ci sono propinate. Passato in Rai, memorabile la sua direzione di Rai 2 (una mezza dozzina di anni) che si contraddistingue  -tra fisiologici alti e bassi- per qualità autoriale, camaleonticità in grado di catturare le diverse istanze del pubblico e poliedricità. Negli ultimi anni, gli spetta l'arduo compito di far nascere una piccola realtà come quella di Rai4, ma riesce nella missione brillantemente: ad oggi, è una delle poche isole felici del panorama italiano, un gioiello di freschezza e solidità.

Orbene, si diceva: Fisica o Chimica approda in Italia e riscuote un buon successo, venendo programmata in diverse fasce orarie, tra cui l'audace collocazione post-prandiale degli ultimi mesi.
Il pubblico gradisce, ma improvvisamente scompare dal palinsesto.
Cosa è successo?


Domanda circostanziata, per la cui risposta si dovrebbero, però, sprecare intere pagine.
Libero -quotidiano filoberlusconiano, di chiara matrice "conservatrice"- non avendo più nulla di cui ciarlare (causa crollo del Governo Berlusconi) decide di accanirsi sulla serie televisiva di origine spagnola e sguinzaglia la penna del giornalista Francesco Borgonovo: la serie viene tacciata di una sequela indicibile di assurdità.
Ammissibile che si possa considerare troppo poco edulcorata per i più giovani (considerazione che non condivido, almeno in parte), l'attacco è dequalificante per l'intento che "nobilita" la serie: se l'intenzione era quella di presentare ai giovani problematiche e quotidianità dei propri coetanei affinché maturassero un'opinione consapevole, per Libero è tutto un invito alla devianza.
Assunzione di droghe leggere, divorzio, genitorialità, amori e tradimenti, omosessualità, maturità, fede e ribellione vengono derubricati come argomenti da Santa Inquisizione e gettati al rogo, in un immenso calderone di becero moralismo e repressa frustrazione.
A questo punto, interviene direttamente il direttore di rete ed in una telefonata infuocata ribadisce la sua posizione con veemenza, ma apprezzabile coerenza: la serie è educativa e vederci esclusivamente perversioni e storture è una forzatura anacronistica.
All'anacronismo del giudizio tranciante espresso dall'editorialista di Libero, segue anche la pubblicazione della telefonata PRIVATA di cui prima:
i toni di Freccero sono alteri, forse biasimabili, ma il contenuto della discussione era rigorosamente interlocutorio e renderlo pubblico acuisce il senso persecutorio della campagna condotta da un giornale che, nei mesi precedenti, aveva messo in discussione l'appropriatezza di uno strumento sacrosanto come le intercettazioni, sottolineando il -a loro dire- sacrosanto diritto alla Privacy (ma è lecito chiederla per ladri e mafiosi?)...ed ora? La Privacy dov'è?
Ciononostante, la Rai -nella persona della Lei, secondo alcuni, vaticanista- sospende Freccero per 10 giorni ed ordina lo spostamento in seconda serata della serie che, considerata la rigidezza dei palinsesti in cui avrebbe dovuto ritrovare spazio, ne ha praticamente sancito la cancellazione.

E la morale? La morale qual è?
Ahimè, se c'è, è amara. Il bigotto perbenismo di un Paese che ha dovuto assistere ad ogni sorta di nano e ballerina in ruoli istituzionali si risveglia tronfio di sè per ordinare la soppressione di un'innocua serie televisiva.


Sì, perchè le uniche considerazioni da ponderare erano:
-la messa in onda su un canale "secondario", già distintosi per una programmazione vivacemente alternativo, per cui chi avrebbe dovuto scandalizzarsi?
-e le potenzialità della serie: perchè (pur senza avvicinarsi ai livelli sublimi di regia e sceneggiatura americani e con momenti di  discutibile qualità e fallace coerenza narrativa) aveva ed ha tanto da raccontare, con un linguaggio pratico e diretto. E di stagione in stagione, si evolve con lo spettatore accompagnandolo in un emotivo viaggio di coscienza e consapevolezza, e facendogli tangere con mano problemi troppo spesso ipocritamente sottaciuti in Italia.
Da quotidiani tristi quanto Libero.

Per quanto possa valere, la mia solidarietà -a prescindere dalle ragioni- andrà sempre a chi, come Freccero, s'affida alla sperimentazione per riscoprire valori che parevano perduti e porne in discussione altri, in cerca, forse, di un sistema dell'agire e del sapere meno egoistico ed eudemonico e più assiologico e d'ampio respiro.



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