giovedì 26 aprile 2012

Portare un cognome anonimo e credere nella meritocrazia

Una giovane 28enne di Cosenza, Lucia, si è suicidata, gettandosi dal balcone di casa sua. La ragazza, laureatasi con il massimo dei voti in Ingegneria Gestionale, lascia una bimba di due anni e tanti sogni nel cassetto.

Senza voler fare facile retorica, o provare ad addentrarsi nei meandri oscuri della psiche umana, evitando cioè di cercare giustificazioni e colpevoli, è giusto affidarsi alle parole della madre:

E’ sempre stata onesta, non ha mai cercato compromessi, si e’ sempre messa in discussione, troppo, e ci ha dato sempre il massimo…o forse no, perche’, ne sono certa, se non l’avessimo uccisa, tutti, ci avrebbe dato di piu”
E ancora : “Non si puo’ banalizzare e liquidare il suo gesto come un suicidio dettato dalla depressione… Si e’ sempre impegnata, fiduciosa nei nostri insegnamenti, sicura che il merito avrebbe pagato. Laureata in ingegneria gestionale, in condizioni molto difficili, con il massimo dei voti si e’ trovata a doversi accontentare di un lavoro che non era il suo, poco retribuito, si e’ trovata a doversi prendere cura della sua piccolina di appena due anni. Aveva un solo difetto: portare un cognome anonimo e credere nella meritocrazia".

3 commenti:

  1. si dovrebbero suicidare tutti i baroni , i banchieri tra cui Monti ed i politici ma loro non hanno nè cuore nè anima per farlo

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  2. Non dovrebbe suicidarsi nessuno. In un Paese -come dici tu- con anima e cuore.
    Ma visto che in Parlamento mancanzo, insieme al merito ed all'intelletto, dobbiamo assistere a certe storie strazianti.
    Vergogna!

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  3. Perfettamente d'accordo. Ci troviamo di fronte a persone incapaci di rispondere alle nostre istanze. Nè cuore nè mente, e noi paghiamo!

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