mercoledì 25 aprile 2012

Shock Politik: Chi non ha mai fatto le vacanze in barca?

In una giornata finalmente positiva per la Borsa italiana, con spread (differenziale di rendimento tra titoli di stato italiani e tedeschi) sotto i 400 punti, e storica per la durissima presa di posizione di Napolitano nei confronti di Grillo, genericamente incluso nella categoria dei "demagoghi a cui non dar fiato" (parlai dell'argomento pochi giorni fa: ecco il link), a stonare è la stolida, infelice e scarsamente coscienziosa affermazione di Ombretta Comelli, in arte Colli, senatrice del Popolo della Libertà e (assurdo!) sottosegretario alle Pari Opportunità, nel programma di approfondimento di Gad Lerner, L'Infedele.
In merito alle contestatissime vacanze di lusso del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, offerte -secondo le inchieste- da personaggi coinvolti nel crack di fondazioni nosocomiali (gestione ospedaliera privata), la Colli, cercando di minimizzare, si è così rivolta al pubblico:

“Suvvia, alzi la mano chi non è mai stato in barca a fare una vacanza!”

Intravedo già molte mani levate al cielo, vero?

Parlando esclusivamente a titolo personale, in 21 anni non ho mai avuto l'opportunità di trascorrere le mie vacanze veleggiando su barche extra-lusso e, purtroppo, non credo mi capiterà per molto tempo.

Più genericamente, direi che con quest'uscita inopportuna (dal sottosegretario alle Pari Opportunità!) l'ex maggioranza parlametare dimostra -se ve ne fosse ancora bisogno- la totale scollatura dalla realtà che soffre, che si barcamena per arrivare a fine mese.

Ma il problema è molto più esteso, la politica tutta in Italia ha perso la sua connotazione originale: il ruolo di rappresentanza e mediazione.
Chi viene eletto, essendo scelto dall'alto e non più per decisione popolare, è fedele solamente al capo-partito. Se poi considerassimo anche il tenore, quantomeno ambiguo, dei politici che animano il Parlamento italico, non si intravede via d'uscita.
Basterebbe una riforma elettorale che torni a mettere al centro l'insindacabile scelta del cittadino per evitare altre gaffe di simil-genere?



Personalmente, no.
Il deficit di mentalità di una buona fetta di coloro che decidono di "scendere in campo" è allarmante: egoismi e scarsa coerenza intellettuale sono una piaga che incancrenisce il Paese e a cui si può porre freno solo ridando valore alla "sede di partito", come fucina di idee e talenti, qual era 30 anni fa.

Non sarà certamente l'anti-politica a proporre le soluzioni adeguate: l'unico merito innegabile e storico di Grillo sarà quello di aver messo spalle al muro i "soliti noti".



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