martedì 24 aprile 2012

Shock Politik: Destra nei Casini per 47000 Motivi

E' difficile pretendere coerenza da chi accoglie tra le sue melliflue braccia gli Scilipoti e le Santanché, i Capezzone e le Carlucci.
Ma almeno un minimo di chiarezza è quanto un politico dovrebbe sempre concedere al proprio elettorato.
Invece, scopriamo oggi che dopo la Guerra Fredda che negli ultimi 2 anni ha minato dalle basi il terzo mandato Berlusconi, lo stesso leader padre e padrone del PDL (qualcuno crede seriamente che Alfano sia poco più di un burattino?) pare intenzionato a proporre una nuova, larga alleanza di centro-destra che coinvolga l'usurpatore Casini per fronteggiare l'emorragia di voti che si preannuncia nel 2013.
Ma su quale programma può esservi accordo, se il partito berlusconiano non ne ha mai partorito uno degno di nota in 18 anni?
Vero è che il buon PierFerdinando ha spalleggiato per anni -acriticamente- il delirio psicotico di onnipotenza del fondatore della Fininvest, ma dopo l'ultimo strappo -anche solo per quella coerenza che si richiede ad inizio articolo- è francamente impensabile che il capogruppo UDC torni all'ovile senza che sia egli stesso a dettare le condizioni.
In questo ennesimo frettoloso sproloquio del Cavaliere, emerge dunque la tracotanza di chi è consapevole di poter comprare tutto, per denari, prestigio o sistemazioni elitarie.

Ma la risposta del politico più "brizzolato d'Italia" non s'è fatta attendere:
«L'unità dei moderati si costruisce su cose concrete, sui programmi, non su nominalismi»
A prescindere dall'aleatorietà della politica moderata -in un Paese sviluppato, bisognerebbe essere sempre progressisti, pur nel conservatorismo delle Destre più rigide d'Europa- il discorso non fa una piega:
quale sarebbe l'humus su cui ricostruire ciò che non esiste più?
Nessuno.
E lo dimostrano con sconcertante prepotenza le priorità -neanche più celate- del buon Silvio:
politica come strumento di difesa personale; riforme della giustizia e leggi ad hoc, al solo scopo di lavare l'onta delle condanne dalla sua già discutibile fedina penale.

Quale programma può proporre un uomo d'istituzione che elargisce 47000 Euro settimanalmente ad una minorenne procace e dai pochi scrupoli?
L'Italia del futuro -sempre che abbia un futuro- non ha ancora un programma a cui attenersi, nè ha tracciato una rotta da seguire, ma deve avere una sola, solida convinzione: non è con Berlusconi, questo futuro.

 Non è con Berlusconi che supereremo la crisi.
Non è con Berlusconi che limiteremo il precariato.
Non è con Berlusconi che miglioreremo la previdenza.
Non è con Berlusconi che assicureremo un welfare equo e meritocratico.

Non è con Berlusconi nè in Berlusconi che devono ritrovarsi quei moderati a cui egli stesso ha fatto appello.
Speriamo che Casini l'abbia capito. E che neanche lui sia con Berlusconi.
Perchè -come giustamente han chiosato nei commenti- il dialogo moderato è linfa vitale per una democrazia morente, quale la nostra.
Ma alleanze forzate, come quella auspicata anacronisticamente da Berlusconi, ci catapulterebbero in un passato che vorremmo solamente dimenticare.

2 commenti:

  1. Dialogo fra moderati,sia benvenuto;
    ma con-fusioni, no.

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  2. Beh, direi che il tuo gioco di parole è genialmente esemplificativo di ciò che dovremmo auspicarci.
    Ma che sembra quasi utopico.

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