domenica 22 aprile 2012

Shock Politik: Grazie Beppe, ma non sei il nostro Grillo Parlante!

"Sono per valutare una seria proposta di rimanere in Europa e, con il minor danno possibile, uscire dall’euro, non pagare il debito pubblico o pagarne solo una parte".


Così, con una breve e frettolosa battuta, Beppe Grillo espone la politica economica del suo Movimento a 5 Stelle.
Ed evidenzia un'atavica e preoccupante mancanza di programmazione, oltre che scarsa competenza delle contingenze di mercato e delle esigenze politiche (nell'accezione nobile del termine, sempre che esista ancora) che un Paese dovrebbe tutelare in una congiuntura storica come quella che stiamo vivendo.
Se da un lato i grillini si fanno giustamente apprezzare per una "forza di rottura" dirompente e necessaria  - che risponde alle istanze di cittadini stanchi delle ruberie di una politica morente -  dall'altro dimostrano quanto la demagogia del carismatico leader dell'anomalo partito anti-partitico nasconda difetti strutturali e "vuoti" ideologici.
Chiunque possegga i primi rudimenti di finanza comprende chiaramente che l'ipotesi paventata dal politico genovese -di uscire dalla Comunità Monetaria Europea- sia anacronistica e dagli effetti catastrofici.
Se una tale ipotesi andasse in porto, ciò comporterebbe un'irreversibile svalutazione della nuova Moneta rispetto all'Euro ed una conseguente depauperazione delle già sofferenti tasche degli italiani.
Inoltre, il già ingente debito accumulato nei confronti dell'Unione non verrebbe ri-convertito secondo la nuova unità di misura e -come sta accadendo in Grecia- ci troveremo di fronte ad un deficit inflazionato, probabilmente ingigantito.
Ultimo, ma non tale: il ciclo di importazioni/esportazioni diverrebbe economicamente sfavorevole, minando la competitività di servizi ed industrie.
L'unica possibile soluzione che renderebbe coerente e plausibile -ma non meno assurda- la proposta di Grillo consisterebbe nel ricorso ad una politica di stampo mussoliniano: l' ANARCHIA.

L'afflato di anti-politica portato avanti con vigore ed entusiasmo dal Movimento a 5 Stelle è apprezzabile e dà speranze a chi crede ad un modo diverso di coinvolgere il cittadino nella gestione della "cosa pubblica" e l'ex (?) comico è un personaggio -come nota prontamente Lerner- indiscutibilmente capace di calamitare le attenzioni e raccogliere consensi, essendo padrone degli strumenti massmediologici, ed in ciò preoccupantemente simile a quel Berlusconi grazie ed in contrapposizione al quale -innegabilmente- il "grillismo" nasce.
Ma l'Italia non ha bisogno solo di indignazione e parole, propositi ed anti-politica:
il timoniere di una nave in balie del mare grosso deve anzitutto essere navigato e competente.


Siamo sicuri che Grillo lo sia? Perché le dichiarazioni in testa all'articolo fanno sorgere più di una perplessità.

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