lunedì 9 aprile 2012

Shock Politik - Trote in Fuga.

"Fa bene. Era da mesi che era stanco di stare là".


Così Umberto Bossi commenta la decisione -obbligata- del figlio Renzo di lasciare la carica di consigliere comunale.

"Era stanco di stare là" -scopriamo ora.

E sì! Era stanco, il povero piccolo padano.

Stanco di essere eletto a sostenere un compito di responsabilità pubblica così delicato a poco più di vent'anni, e con titoli accademici quantomeno discutibili.

Stanco di sentirsi continuamente tacciare d'esser lì per voler altrui e nessun merito proprio. Stanco della continua sodomizzazione mediatica cui era "ingiustamente" sottoposto.
Povero piccolo padano!

Si figuri, caro Trota, quanto siamo stanchi noi. Di una stanchezza molto più pesante e sincera della sua.


Stanchi di finanziare, con le nostre tasse, il nostro sudore, i tuoi oltre 10.000 euro mensili.

Stanchi di delegare la gestione della cosa pubblica ad un ragazzo noto ai più per gli strafalcioni grammaticali e le notti brave. Per le prese di posizione spocchiose e razziste.

Stanchi di giustificare l'ennesimo caso di nepotismo che fa bene solo a sé stesso, e se ne infischia dei milioni di italiani onesti che non hanno neanche più la forza d'esprimere la propria indignazione.

Stanchi dei diplomi comprati, della dignità venduta e della morale stuprata.

Stanchi dell'attico restaurato a propria insaputa (a proposito, c'è qualche filantropo che vuol lastricarmi le piastrelle del bagno a mia insaputa?).

Stanchi delle cifre astronomiche rubate dalle nostre tasche per accontentare i capricci di un figlio di papà dotato di scarsa intelligenza, e ancor minor sensibilità.

Stanchi dell'ennesimo teatrino di questo Paese, in cui l'accusato accusa. L'accusato si vede al centro di un complotto planetario ed in nome della democrazia, che ha contribuito ad uccidere, chiede giustizia. Per chi?

Noi chiediamo giustizia: che certi personaggi si defilino dalla gestione statale, dai consigli d'amministrazioni pubblici e privati. Che paghino l'avarizia e l'egoismo con cui continuano ad abbuffarsi come scrofe gravide ad un banchetto di cui sono gli unici invitati.

Che tutte le trote di questo Paese saltino all'amo della giustizia e del decoro.
Se fossimo un altro Paese, il Paese di 20 anni fa -che con tutte le incongruenze non ha mai scavato tanto il fondo- se fossimo un Paese civile, come quelli poco più a Nord di noi, con queste carpe, questi scorfani, questi (pesci) pagliacci, queste trote ci faremmo un grasso, grosso (e anche un po' indigesto) barbecue. 

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