giovedì 12 aprile 2012

TV alla Sbarra - Un, due, tre Stella. Brava, Bis!

Ammetto di aver pazientato qualche puntata prima di esprimermi sull'atteso ritorno di Sabina Guzzanti nel circuito della televisione generalista e specificamente -manco a dirlo!- sulla sempre più bella, coerente e competitiva La7.

A 9 anni dalla chiusura (dopo la prima puntata, causa insurrezione unanime dell'allora Governo e del cda della Rai...ah, che triste e brutta la tua fine, servizio pubblico!) di Raiot - Armi di Distrazione di Massa (titolo profetico e ancora tristemente d'attualità), Sabina, non nascondendo l'emozione per la ritrovata libertà d'espressione, ha esordito 4 mercoledì fa in maniera convincente, portando alla luce un format ben calibrato, ancora ricco d'imperfezioni, ma dalle potenzialità evidentissime.

A distanza di un mese, ogni riserva viene meno.
Un, due, tre Stella ha carburato: ritmi molto più serrati, momenti comici sempre più riusciti e salotti culturali come ce ne vorrebbero in questa congiuntura critica per il Nostro Paese.

Lo studio esemplifica coerentemente lo spirito del programma: sperimentale, in continua ed estenuante evoluzione, ma libero.
Si respira libertà!
Si respira cultura come mai negli ultimi anni.
Ci si rende conto che un'informazione equilibrata e progressista è possibile, pur senza toni accesi.
...

Quello che doveva -o quantomeno si credeva- essere un programma di satira, fucina di nuovi talenti e coacervo di vecchie imitazioni si rivela sorprendentemente uno spazio d'approfondimento mai banale.

Le parole della tv -e nella Tv- sembra tornino a "pesare", nel senso che sono pensate, elaborate, discusse come accadeva solamente nelle mai tanto rimpiante sedi di partito che 40 anni contribuirono all'Unità del Pensiero.
Si affrontano temi scottanti e scabrosi con una didascalicità disarmante, senza però che essi perdano valore o sfumature, è questo il più grande pregio del ritorno in tv della Guzzanti: invita a riflettere!
E lo fa senza prendere posizioni aprioristiche, o apparendo a senso unico.
A tutti è concesso esprimersi, a tutti è concesso giungere alla conclusione che meglio gradisce, sfruttando l'enormità di informazioni da cui attingere.

Un, due, tre Stella è DIALETTICA.

Nell'ermeneutica più aristotelico-hegeliana del termine: per ogni tesi, c'è un'antitesi. Ed ogni argomento può essere ricomposto, con tutte le sue contradditorietà, in una superiore sintesi.
Sintesi non del pensiero, perché a fine serata si discute ancora animatamente sul divano di casa.
Ma una sintesi del metodo, costruttiva: che ci offre le armi per destrutturare la realtà e poi ri-edificarla per sviscerarne ogni problema.
Ci insegna a guardare con i nostri occhi.
Sentire con le nostre orecchie. 
E soprattutto pensare con la nostra irriducibile individualità, fatta di convinzioni non irremovibili.

Grazie, Sabina!

Bis!

Voto Un, due, tre Stella: 8,5




Puntata del 12-04-2012:
"Solo il sapere può salvarci dalla crisi, solo la conoscenza può fermare la catastrofe e non ci faremo incantare dal profumo dei soldi privati": è lo slogan che ci accompagna per tutta la serata.
Tra gli sketch sempre più convincenti (hanno vinto l'emozione degli "esordi") di Saverio Raimondo e Francesco di Carlo e una dissacrante, pur se meno "polemica", Rosalia Porcaro, il fil rouge che movimenta gli ospiti in studio è quanto mai delicato e -con proporzionalità sadicamente inversa- tanto meno sviscerato altrove:
il mercato del lavoro, visto dalla prospettiva giovanile.
Insicurezza, precariato, disoccupazione e formazione: l'assessore al Lavoro di Milano, la dott.ssa Tajani, il giovanissimo sindaco di Cagliari, Zedda e la giornalista "avanguardista" Eleonora Voltolina sviscerano il tema in maniera impeccabile, soffermandosi sull'atavica miopia della microimprenditoria, il sottofinanziamento statale all'Istruzione che induce gli Atenei all'ennesimo rincaro delle tasse e l'immobilismo del Governo Monti,   timoroso di investire su un settore già martoriato dalla recente esperienza Gelmini.
Di fronte al taglio del fondo di finanziamento che si prospetta, si propongono soluzioni innovative, concorrenziali ed eque, quali la propulsione alla ricerca, perché -insieme alla formazione- è una delle poche variabili anticicliche su cui bisognerebbe investire in un periodo di recessione.

Loro hanno alzato la voce.
Chi di dovere li ascolterà?

In attesa della sentenza, non posso che concludere citando il sindaco di Cagliari:
"L’istruzione serve a capire quando si viene fregati e dà spirito critico"


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