martedì 1 maggio 2012

Shock Politik: L'insostenibile leggerezza di Grillo

Ne avevo parlato nei giorni scorsi (ecco i link: 1 e 2!), ma da 48 ore Grillo è nuovamente al centro delle attenzioni di politica e salotti per dichiarazioni scarsamente responsabili, vagamente deliranti ed indubbiamente preoccupanti:


«La mafia non ha mai strangolato i suoi clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un'altra mafia che strangola la sua vittima».
L'unico Grillo coscienzioso.


L'indignazione è il sentimento su cui più fa leva il Movimento a 5 Stelle, ed è legittima e condivisibile in un momento storico come il nostro. E' probabilmente giusta, se intesa come strumento per scardinare il bipolarismo e ricordare a chi da anni gestisce la cosa pubblica che la politica è rappresentanza. E Grillo è un rappresentante molto popolare!
Vi sono, però, limiti di buonsenso che sarebbe implicito non travalicare.
E il comico-politico genovese, stavolta, s'è spinto preoccupantemente oltre.


Se -per screditare una politica che si scredita da sola- c'è bisogno di ricorrere ad espressioni così "violente" ed inopportune, evidentemente Grillo non ha colto la responsabilità che -ad ora- gli è stata affidata da un largo numero di "scontenti", stanchi delle ruberie istituzionali, che han trovato rifugio nella fronda a-politica del Movimento.
E tradisce la fedeltà proprio del suo elettorato, dimostrando scarsa sensibilità verso un problema atavico e doloroso, quale la morbosa e capillare diffusione di crimine organizzato ove lo Stato non arriva. Scarsa sensibilità verso chi ha visto morire i propri cari per non pagare quel pizzo che con tanto sprezzo e non curanza ha gettato nel calderone di offese e j'accuse con cui sostanzia i suoi urlatissimi comizi.
Aveva già mostrato una più che discutibile conoscenza della politica economica, proponendo una fuga dall'Unione Monetaria anacronistica; 
ed evidenziato la penuria di idee nuove e propositive: la sua anti-politica diviene vacua al di fuori dell'opera di distruzione partitica, perché manca totalmente della fase successiva, il "costruttivismo legislativo".
Ma a queste debolezze intrinseche, s'aggiunge la dubbia moralità di una persona che mostra tutto il suo egocentrismo, con dichiarazione insostenibili:
siamo sicuri che Grillo -con tutti i dovuti "distinguo"- sia molto diverso dal "padre e padrone" Berlusconi?
Apprezzo la "forza di rottura" del suo Movimento, ma siamo sicuri che esista un Movimento -con un Manifesto programmatico preciso- al di fuori dei personalismi di Grillo stesso?

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