martedì 8 maggio 2012

Requiem al PDL, tsunami Grillo!

Prevedibile, per molti.
Ma il risultato delle elezioni amministrative che hanno interessato 1012 comuni resta storico.


Il tracollo del PDL s'è spinto oltre ogni più pessimistica previsione e sancisce definitivamente il tramonto di un'era politica ed un modo di intendere la politica nefasto.
A nulla è valsa la sostituzione ai vertici, con l'avvicendamento Berlusconi-Alfano.
A nulla è valsa la responsabilità con la quale si stanno appoggiando le scelte del Governo Monti.
Il centro-destra personalistico ed accentratore di Berlusconi s'è sgretolato, anno dopo anno, ed ora ha bisogno di un rinnovamento totale, dalle sue fondamenta, negli uomini e nelle idee.

La Lega non se la passa certamente meglio, ma il trionfo di Tosi a Verona argina le sconfitte e soprattutto dimostra che può esistere -anzi deve- un carroccio senza Bossi.
E mentre Terzo Polo e PD resistono all'ondata di anti-politica, incassando voti quanti bastino per presentarsi alle elezioni del prossimo marzo da favoriti assoluti, sorprende -e neanche tanto!- l'exploit clamoroso del Movimento a 5 Stelle, che -in ogni comune nel quale si sia presentato- totalizza percentuali bulgare, tra il 10 ed il 30%, riuscendo addirittura ad arrivare al ballottaggio a Parma.

L'inevitabile ha preso forma:
Grillo deve essere ormai considerato un decisivo interlocutore nelle sorti politiche del nostro Paese; ha carisma ed influenza, sta a lui cercare di avere anche un programma coerente e progressista, che -ad ora- non si intravede nemmeno.
A 10 mesi dal voto che ci consegnerà il nuovo esecutivo di governo eletto democraticamente,
le carte in gioco si sono mescolate vorticosamente, sancendo sentenze, quali la morte del PDL e la tenuta inaspettata del PD.
E ci dice che l'astensionismo dilaga pervicacemente; la delusione è tale che si rinuncia ad un diritto inalienabile ottenuto a seguito di lotte secolari; rendiamocene conto! Se ne rendano conto coloro che devono "prendere" voti.

Si lavori sul voto di queste amministrative:
si aprano tavoli di discussione con i grillini;
si chieda al Terzo Polo una posizione netta;
si accantoni il Berlusconismo;
e ci si presenti -tra 10 mesi- con una riforma elettorale valida.

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