sabato 5 maggio 2012

Shock Politik: Se 1/5 della Francia vota Le Pen

Se domani assisteremo al decisivo ballottaggio per sedersi all'Eliseo tra il presidente uscente Sarkozy ed Hollande (i sondaggi propendono ancora per il candidato progressista, ma con un margine più ridotto, per cui attenzione alle sorprese!), la vera notizia che mina gli equilibri -già precari- dell'Europa Unita è il trionfo, oltre ogni più rosea aspettativa, del Front National di Marine Le Pen.

Il partito -è bene sottolinearlo in principio- di estrema destra, della figlia dello storico fondatore Jean Marie ha ottenuto un clamoroso 17,8% alle urne, rinvigorendo la convinzione che -qualora Sarkozy uscisse sconfitto dal ballottaggio- sarà proprio Marine il personaggio forte dello schieramento di destra alla prossima tornata elettorale, con un sensibile e preoccupante slittamento dell'asse dai democratici-liberisti conservatori verso posizioni antistoriche e retrograde.

Comprendo -e ne abbiamo un chiaro esempio con l'exploit del Movimento a 5 Stelle di Grillo (di cui ho già parlato in diversi articoli, qui il link) - l'esigenza del cittadino, quello onesto e perciò più disperato, di volgere il proprio sguardo altrove, deluso dalla politica "tradizionale" ed in cerca di una figura quasi messianica cui affidare nuove speranze e soprattutto la propria indignazione.
Ed è la rabbia il sentimento cavalcato dalla Le Pen per guidare il Paese al reazionarismo;
ma, anziché guardare in avanti, il manifesto programmatico della bionda leader sempre in nero (allusione neanche troppo velata al colore politico che la anima) propugna ideologie che si speravano superate:
regime economico autarchico, con l'introduzione di dazi il cui unico risultato sarà quello di deprimere il mercato impresario e appesantire la tasca del consumatore, come evidente a qualsiasi studioso del settore;
politica monetaria chiaramente indirizzata ad una traumatica "uscita" dall'Eurozona, senza considerare le gravose conseguenze che colpirebbero gli altri Paesi Membri;
lotta all'immigrazione spietata ed insensibile ai trattati umanitari che dovrebbero regolare i flussi migratori;
e fomentazione di odio, con persecuzioni sgradevoli ad islamismo ed omosessualità.


Una pura follia di fascismo e restaurazione!
Non nego la necessità -ben compresa dal Front- di alleggerire l'aggravio fiscale, ammorbidendo le posizioni europee sul pareggio di bilancio;
e la forte attenzione alla produzione interna, sia di grandi che soprattutto piccole imprese, è indubbiamente apprezzabile.
Ma -fatti salvi pochi punti- non si può che inorridire dinanzi al rifiorire di un modo di pensare la politica, che si sperava morto.

Il problema non è, però, da ricercarsi nell'estremismo delle destra francese - né più né meno totalitaria dei totalitarismi comunisti e dei nazionalismi dell'Est, eppure nostrani- ma nel largo consenso che esso ha conseguito:
dovremmo chiederci com'è stato possible accendere così violentemente rabbia, indignazione, impotenza e  delusione da generare questo fenomeno di rifiuto della politica!

L'anti-politica non è una soluzione e mai potrà esserlo, ma è la naturale conseguenza del fallimento di un sistema sempre più distante dalla contingenza dei problemi quotidiani.
E compito dell'anti-politica è certamente smuovere le coscienze intorpidite non solo dei votanti, ma anche dei votati.

Non possiamo affidare le sorti di un Paese alla Le Pen, o a Grillo (a meno che non proponga un programma sistematico e credibile), ma è innegabile che in questo momento siano più vicini al cuore del cittadino, più attenti alle richieste ed ai tormenti della sua voce.

Per cui, prima che sia tardi, sarebbe ora che la politica ricominciasse a fare ciò che le spetta: la gestione assennata della cosa pubblica, in nome della rappresentanza del singolo.
Prima che il debito, dovremmo trovare una soluzione al precariato dei giovani, all'impossibilità di reintegro post-licenziamento degli ultracinquantenni, all'esiguità delle pensioni.
E ai piccoli, grandi drammi di quei tanti genitori di famiglia che non hanno trovato altro sfogo alla propria frustrazione che togliersi la vita.

2 commenti:

  1. Mi sembra che siamo ormai fuori tempo massimo.
    La "politica" avrebbe dovuto occuparsi della gestione assennata della cosa pubblica, dei giovani, del reintegro dei cinquantenni e di tutto il resto molto tempo fa, perchè questo dovrebbe essere il suo vero incarico, non riempirsi le tasche.

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  2. Giustissimo.
    Ma la soluzione non è votare neofascisti.
    La soluzione non è votare Grillo, solo per "empatia", senza che abbia un chiaro programma.

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