mercoledì 13 febbraio 2013

Game over: sbaragliata la concorrenza, Elio annienta la competizione festivaliera!

Ieri, abbiamo assistito alla prima puntata (di cui potete trovare recensione e pagelle a questo link); stasera si replica con i 7 interpreti rimanenti ed una seconda puntata ancor più convincente (pur senza il clamore di un intervento dissacrante quale quello di Crozza: se volete leggere cosa ne pensi, l'articolo è qui!).
Il quadro che ne risulta è molto vivace e positivo: adorabile Silvestri, bravo Gualazzi, da riascoltare Chiara;
elegante Malika, geniale Cristicchi e piacevolissimo Gazzè.

Ma ora che sul palco s'è conclusa l'esibizione di Elio e le Storie Tese (di cui ho pubblicato una sorta di mio conciso e personalissimo Best Of, la settimana scorsa: ecco il link) direi che la competizione non ha più motivo d'esistere: concorrenza sbaragliata con un pezzo sperimentale e metamusicale che apre lo spartito, lo viviseziona giocando con gli accordi, in maniera irriverente e critica verso l'acriticità della critica prezzolata (perdonate il dovuto gioco di parole).

La canzone mononota (solamente in Do!)scuote di viva nuova un Festival che s'era già dimostrato splendidamente autorale -nella larga maggioranza dei testi- e lietamente originale. E, dietro di essa, si staglia anche il pezzo scartato, Dannati Forever che ricorda lo stile scanzonato ma ammonitorio verso i paradossi della società, e nello specifico della Chiesa: e lo fa sulla principale rete pubblica nazionale, destando, forse, pretestuoso scalpore nei perbenisti di professione, ma confortandoci che una televisione migliore, di servizio, è ancora possibile.
Con buone idee.
E libertà narrativa ("Editto bulgaro" vi dice qualcosa?).

Intanto, Elio for president!

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