martedì 12 febbraio 2013

Se Crozza mette a nudo il liberticidio della democrazia per mano di Silvio B. e dei suoi lacchè.

Appena concluso il lungo monologo di Crozza nella prima serata della 63esima edizione del Festival.
E, ovviamente, porterà con sé polemiche furenti e strumentali che potranno scuotere la già precaria stabilità dell'edizione di Fazio, ma giovarne -si spera- positivamente negli ascolti.

E Crozza, con un variegato ed inquietante quadro della politica nostrana, riesce perfettamente nel proprio compito:
denudare la follia oltranzista -dettata da ignoranza ed arrivismo- di chi, in questi 20 anni, ha contribuito -senza alcuna attenuante assolutiva- allo sfascio economico, morale ed intellettuale di quello che era il Paese più vivo (nel bene e almeno altrettanto nel male, ma pur sempre vivo, pulsante!) del mondo.
Il berlusconismo è il padrone indiscusso del proscenio: con una satira che si rifa alle sue melliflue e false promesse, al perverso protagonismo, al delirio nazionalista, il comico stana impietosamente un paio d'esagitati che, dal pubblico, non ha meglio da fare che dare tangibile testimonianza dell'ineducazione proto-fascista con la quale anche una fetta abbondante del suo elettorato ormai s'approccia alla "cosa pubblica" come fosse uno scadente spettacolo di cabaret, triste e ormai superato in cui vince chi strepita.

Che quello stesso paio d'esagitati abbia pagato un biglietto per una competizione canora al solo scopo di gridare il proprio (ridicolo) sdegno nell'intermezzo comico è un pensiero abominevole, e mortificante.
E' lo stesso sdegno che abbiamo provato noi tutti -e il 99% del pubblico pagante- nell'assistere alla morte dell'intelletto e della democrazia perpetrata con ottusa determinazione da codesti soggetti: prezzolati, volgari, conniventi elettori di un monarca che -come ha ribadito Crozza- ci odia.

Perché il berlusconismo ha avvelenato il Paese, e sta provando ad avvelenarne i costumi.
Perché il berlusconismo è questo: sterile negazionismo che uccide tutto ciò che di buono risiede nell'animo combattivo degli italiani onesti.

Adesso, si spera che anche in politica si riservi a certi disseminatori d'odio la stessa fine incorsa agli stucchevoli burattini assoldati dalla longa manus di una corruzione decennale: fuori, fuori, fuori!
Buffoni!



E per chi si nasconde dietro la solita spicciola demagogia, vorrei fare un semplice raffronto:
mentre stasera, in una piacevole serata di spettacolo, una claque non è stata neanche invitata ad accomodarsi fuori dopo aver VOLGARMENTE insultato un COMICO, solo l'anno scorso un PENSIONATO è stato scortato e poi pestato dalle guardie del corpo del buon Silvio perché aveva espresso CIVILMENTE dissenso in merito ad un tema ben più serio di in intervento satirico.
Ecco a voi il video:

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